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Matteo Salvini: “A Palazzo Chigi avevano elementi allarmanti sul virus, ma non li condivisero. Ora il governo chiarisca”

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Lettera di Matteo Salvini al Corriere della Sera – 6 settembre 2020

“Caro direttore, le scrivo dopo aver atteso invano risposte dal governo a proposito dello studio segreto sugli effetti del Covid in Italia. Uno studio confermato pubblicamente da un dirigente del ministero della Salute il 21 aprile scorso e che risale alle prime settimane del 2020, mentre altri verbali desecretati fanno emergere ulteriori dettagli inquietanti sulla gestione dell’emergenza. Riassumendo. A Palazzo Chigi avevano elementi allarmanti sulle conseguenze del Covid nel nostro Paese, ma il presidente del Consiglio si è preso l’enorme responsabilità di non condividere ufficialmente le informazioni nemmeno con i presidenti di Regione. Peggio: pochi giorni dopo, il governo ha regalato 18 tonnellate di camici e mascherine alla Cina con tanto di comunicato stampa entusiasta della Farnesina e il 21 febbraio il premier assicurava «tutto è sotto controllo». Sappiamo com’è finita: drammatiche carenze di guanti, camici, mascherine e respiratori che in fase di emergenza era compito del governo centrale reperire, non delle singole Regioni. Lo stesso governo che ha proclamato lo stato di emergenza e che ha abituato gli italiani a un’invadenza comunicativa senza precedenti, con raffica di conferenze stampa in diretta e in tutti i tg, non ha proferito parola sullo studio segreto. Da Conte e dagli altri ministri non una parola, una giustificazione, una replica. Niente. Silenzio assoluto. Unica eccezione, Roberto Speranza che si era affrettato a smentire parlando di «travisamento giornalistico», nonostante la notizia fosse stata confermata da un dirigente del suo stesso dicastero. Più passa il tempo e più emergono dettagli inquietanti sull’azione del governo: è ormai appurato che il Comitato tecnico scientifico avesse suggerito di chiudere con delle zone rosse anche i comuni della Bergamasca, tanto che da Roma inviarono l’esercito per blindare Nembro e Alzano Lombardo, ma poi Palazzo Chigi decise altrimenti, peraltro ignorando un altro suggerimento degli esperti ovvero una chiusura meno rigida in alcune aree del Paese anziché il lockdown totale. Gli ultimi verbali desecretati svelano una serie di errori e raccontano i furibondi litigi tra gli esperti e il commissario Domenico Arcuri, che nonostante i troppi ritardi e svarioni è stato scelto per affrontare il tema della riapertura delle scuole affiancando un ministro palesemente inadeguato come Lucia Azzolina. Il governo non può più tacere: chiederemo di riferire in Parlamento. Visto che l’esecutivo aveva uno studio riservato sugli effetti del virus, perché non ha condiviso l’informazione con altri interlocutori istituzionali? Perché non ha reperito subito mascherine, camici e respiratori, ma anzi ne ha spedite tonnellate in Cina? Perché ha ignorato i suggerimenti del Cts sulle zone rosse? Perché, il 21 febbraio, il premier dichiarava «è tutto sotto controllo»? È molto singolare, direttore, che chi ha preteso di occupare la scena mediatica dell’emergenza a reti e social unificati in modalità Grande Fratello anche per sferrare inaccettabili attacchi all’opposizione ora scelga il silenzio assoluto. La fuga. L’ambiguità. Come centrodestra, stiamo ancora aspettando che il governo ci coinvolga come auspicato anche dal capo dello Stato e come garantito dallo stesso premier per confrontarci sulle soluzioni ai tanti problemi del Paese. Ora le priorità sono il lavoro, l’economia, la scuola, la difesa dei confini. Ma c’è anche una richiesta di verità e trasparenza che ha bisogno di risposte. Il governo e la maggioranza, invece, sono preoccupati dalla legge elettorale e sono terrorizzati dal risultato delle elezioni regionali. In questo senso, è semplicemente sbalorditiva la posizione del segretario del Pd Nicola Zingaretti: è ossessionato da poltrone, equilibri di governo e sistema di voto nel disperato tentativo di restare aggrappato al potere. Il governo deve spiegare, davanti al Parlamento e a tutto il Paese, perché ha taciuto i rischi del virus e ha affrontato l’emergenza con drammatica superficialità. Lo deve agli italiani, a chi ha sofferto, a chi non c’è più, alle loro famiglie.”

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